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Carcinoma del polmone non-a-piccole cellule: Osimertinib riduce del 70% il rischio di progressione della malattia nei pazienti con mutazione T790M di EGFR dopo un precedente trattamento


Osimertinib ( Tagrisso ) è un nuovo potenziale standard di cura per i pazienti colpiti da un tumore del polmone non-a-piccole cellule, avanzato o metastatico, positivo alla mutazione T790M del recettore del fattore di crescita dell’epidermide ( EGFR ).
Osimertinib è in grado di ridurre del 70% il rischio di progressione della malattia rispetto alla chemioterapia, di aumentare la sopravvivenza, con un profilo di tollerabilità e sicurezza.
Queste le conclusioni di uno studio randomizzato di fase III, AURA3, condotto su 419 pazienti in 130 Paesi, con il coinvolgimento di 6 Centri italiani, i cui risultati sono stati presentati a Vienna in occasione del 17.mo Congresso mondiale sul Tumore del polmone ( WCLC ) e pubblicati contemporaneamente sul The New England Journal of Medicine ( NEJM ).

In passato, per i pazienti con questa mutazione secondaria, trattati per circa un anno con farmaci di prima e seconda generazione, inibitori della tirosin-chinasi, l’unica opzione restava la chemioterapia.
Osimertinib rappresenta una terapia efficace anche sulla mutazione secondaria.

I dati dello studio AURA3 hanno mostrato che il trattamento con Osimertinib porta a una drastica riduzione, di circa il 70%, del rischio di progressione del tumore, rispetto alla chemioterapia.

Inoltre, Osimertinib ha aumentato la sopravvivenza libera da progressione di 5.7 mesi rispetto alla chemioterapia standard combinata a base di Platino ( 10.1 vs 4.4 mesi ).

Nell’Unione Europea Osimertinib ha ottenuto dall’Agenzia europea dei medicinali ( EMA ), nel febbraio 2016, l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per i pazienti adulti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule positivo alla mutazione T790M di EGFR, localmente avanzato o metastatico, indipendentemente da un precedente trattamento con gli inibitori tirosin-chinasici di EGFR.

Lo studio AURA3 ha confrontato l'efficacia e la sicurezza dell'assunzione quotidiana di una dose di Osimertinib da 80 mg e della chemioterapia combinata a base di Platino in 419 pazienti affetti da tumore NSCLC positivo alla mutazione T790M di EGFR, localmente avanzato o metastatico.
L'endpoint primario dello studio era la sopravvivenza senza progressione, mentre gli endpoint secondari consistevano in sopravvivenza globale, tasso di risposta obiettiva, durata della risposta, tasso di controllo della malattia, sicurezza e misure della qualità della vita correlata alla salute.

In Italia, ogni anno, si registrano 41.600 nuovi casi di tumore al polmone. In circa il 10% dei casi il tumore è positivo alla mutazione EGFR.
La terapia a bersaglio molecolare è associata ad alta efficacia. Tuttavia, il tumore genera meccanismi di resistenza ( in media dopo 1 anno ) nei confronti dei farmaci oncologici mirati.
Il meccanismo di resistenza più frequente ( 60% dei casi ) è una mutazione secondaria di EGFR, T790M.
Osimertinib presenta attività verso la mutazione T790M di EGFR. ( Xagena )

Fonte: AstraZeneca, 2016

XagenaHeadlins2016



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