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I vaccini acellulari contro la pertosse possono prevenire la malattia, ma non la sua trasmissione


Uno studio ha dimostrato che i vaccini acellulari contro la pertosse prevengono in modo efficace la pertosse in soggetti vaccinati, ma non sono in grado di prevenire la colonizzazione e la trasmissione agli individui non-infettati.

Alcune ricerche hanno ipotizzano che i vaccini acellulari, che hanno sostituito i vaccini a cellule intere negli anni 90, possono avere un ruolo nella recente recrudescenza della pertosse.

Per verificare questa ipotesi, Tod J Merkel e colleghi hanno inoculato due gruppi di babbuini, uno con il vaccino a cellula intera, l'altro con la versione acellulare, all’età di 2, 4, e 6 mesi.

Quando esposto a Bordetella pertussis in forma attiva all'età di 7 mesi, un gruppo di babbuini non-vaccinati ha contratto la malattia, mentre il gruppo vaccinato ha sviluppato solo i sintomi della pertosse.

Gli autori hanno trovato che le colonie di batteri erano presenti a livello nasale delle scimmie non-vaccinate e delle scimmie vaccinate con vaccino acellulare, per un massimo di 6 settimane.
Al contrario, i babbuini a cui era stato somministrato il vaccino a cellule intere erano privi di batteri a livello nasale entro 3 settimane.

E’stato anche riscontrato che i babbuini vaccinati con vaccino acellulare erano in grado di trasmettere l'infezione agli animali non-infettati.

Gli autori suggeriscono che la differenza di efficacia dei vaccini può dipendere da una diversa risposta immunitaria; il vaccino a cellula intera stimola una risposta più simile a quella prodotta dal batterio vivo.

Combattere la pertosse richiederà un vaccino che prevenga la colonizzazione e la trasmissione, proteggendo i membri sensibili della popolazione con l’obiettivo di raggiungere una immunizzazione comunitaria. ( Xagena )

Fonte: PNAS , 2013

XagenaMedicine2013



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