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Tubercolosi: Deltyba, un nuovo farmaco per le forme resistenti


In Italia ci sono circa 3.700 casi di tubercolosi, di cui quasi 500 resistenti alla Rifampicina, uno degli antibiotici più usati per il trattamento della malattia.

Un nuovo farmaco contro la tubercolosi, in particolare contro le forme multi-resistenti ( MDR-TB ), è disponibile per i pazienti italiani.
Delamanid, noto anche con il nome commerciale Deltyba, ha dimostrato di ridurre i tassi di mortalità e di aumentare del 53% il numero di pazienti in grado di ottenere la conversione della coltura dell’espettorato.

Delamanid ha un effetto antibatterico contro il Mycobacterium tuberculosis ed è la prima combinazione approvata nella classe dei nitro-diidro-imidazooxazoli.

L’Organizzazione mondiale della sanità ( OMS ) ha inserito Delamanid nella Model List of Essential Medicines, e trova indicazione nel trattamento in combinazione della tubercolosi polmonare multi-resistente nei pazienti adulti quando non è altrimenti possibile istituire un regime terapeutico efficace per ragioni di resistenza o di tollerabilità.

Gli effetti di Deltyba sono stati esaminati nell’ambito di uno studio principale cui hanno partecipato 481 adulti con tubercolosi resistente ai trattamenti standard.
I pazienti che hanno partecipato allo studio sono stati trattati con Deltyba oppure con placebo per 2 mesi, in aggiunta alle altre terapie.
Il principale parametro dell’efficacia era rappresentato dalla percentuale di pazienti in cui non si riscontravano batteri all’esame dell’espettorato ( catarro ).
Dopo 2 mesi di trattamento più del 40% dei soggetti trattati con Deltyba non mostrava segni di infezione all’esame dell’espettorato rispetto al 30% dei pazienti trattati con placebo.

Al termine dello studio principale è stata offerta ai pazienti la possibilità di protrarre il trattamento con Deltyba per altri 6 mesi nell’ambito di uno studio di estensione.
Inoltre, la maggior parte dei pazienti che avevano partecipato allo studio principale è stata monitorata per un periodo massimo di 24 mesi dalla sua conclusione.
Esaminando congiuntamente i risultati di questi studi di follow-up, a distanza di 2 anni dall’inizio del trattamento non è stata rinvenuta traccia del batterio all’esame dell’espettorato nel 75% dei pazienti trattati con Deltyba per 6 mesi o più rispetto al 55% dei soggetti trattati con Deltyba per 2 mesi o meno.

Gli effetti indesiderati più comuni di Deltyba ( che possono riguardare circa un terzo dei pazienti ) sono nausea, vomito e capogiri.
L’effetto indesiderato più grave è il prolungamento dell’intervallo QT ( una alterazione dell’attività elettrica del cuore che può provocare una aritmia pericolosa per la vita ). Altri importanti effetti indesiderati sono ansia, parestesia ( sensazioni anomale quali formicolii e pizzicore ) e tremore. ( Xagena )

Fonte: Otsuka, 2017

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