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Immunoterapia: Pembrolizumab raddoppia il tasso di sopravvivenza a 5 anni nel carcinoma polmonare non-a-piccole cellule


Pembrolizumab ( Keytruda ), un inibitore PD-1, ha raddoppiato il tasso di sopravvivenza a 5 anni per i pazienti con carcinoma polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ), metastatico, con espressione tumorale di PD-L1.

I dati a lungo termine, dallo studio di fase 3 KEYNOTE-024, hanno mostrato che il trattamento con Pembrolizumab nel tumore NSCLC positivo per PD-L1 ha portato a un beneficio di sopravvivenza prolungato e a risposte durature, rispetto alla chemioterapia.

Al punto temporale di 5 anni, il tasso di sopravvivenza globale ( OS ) per i pazienti che avevano ricevuto Pembrolizumab era due volte più alto rispetto alla chemioterapia ( 31.9% e 16.3%, rispettivamente ).
L'inibitore del checkpoint ha anche ridotto il rischio di morte del 38% rispetto alla chemioterapia, con un tasso di sopravvivenza globale mediano di 26.3 mesi per Pembrolizumab rispetto a 13.4 mesi per il placebo.

Oltre ai dati sul tasso di sopravvivenza globale, la durata mediana della risposta ( DOR ) per Pembrolizumab è stata di 29.1 mesi, quasi cinque volte la risposta osservata nel braccio chemioterapico ( 6.3 mesi ).

Inoltre, tra i pazienti che avevano completato 2 anni di trattamento con Pembrolizumab, l'81.4% era vivo dopo 5 anni e quasi la metà ( 46% ) era rimasta libera dal trattamento.

E' degno di nota che a 5 anni, l'81.4% dei pazienti che avevano completato 2 anni di trattamento con Pembrolizumab era vivo, e quasi la metà di questi pazienti non era più in trattamento.
Questo rappresenta un avanzamento nel trattamento metastatico di prima linea del tumore al polmone non-a-piccole cellule.
Keytruda è diventato il nuovo trattamento standard per il tumore NSCLC di nuova diagnosi.

Nel trattamento del carcinoma del polmone a piccole cellule ( SCLC ), un tipo di tumore in cui Pembrolizumab non sembra funzionare, altre immunoterapie si stanno affermando.
Tra queste, Atezolizumab ( Tecentriq ), un inibitore PD-L1, approvato per il tumore SCLC di prima linea.
Anche Durvalumab ( Imfinzi ), un altro anti-PD-L1, ha recentemente dimostrato di essere promettente in questo tipo di cancro polmonare, migliorando la sopravvivenza complessiva per i pazienti del 27% rispetto alla chemioterapia.

Il carcinoma polmonare a piccole cellule rappresenta circa il 10-15% di tutti i casi di cancro ai polmoni, e ha una prognosi infausta con un tasso di sopravvivenza a 5 anni di circa il 6%. ( Xagena )

Fonte: European Society for Medical Oncology ( ESMO ) Virtual Meeting, 2020

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