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Rischio di ospedalizzazione per iperglicemia negli anziani con diabete trattati con antipsicotici


Il trattamento di persone anziane affette da demenza e altri disturbi mentali con i farmaci antipsicotici potrebbe risultare rischioso in presenza di diabete mellito.
Un nuovo studio ha mostrato che i soggetti anziani affetti da diabete presentano una maggiore probabilità di essere ospedalizzati per iperglicemia, dopo trattamento con farmaci antipsicotici.
Gli antipsicotici, inoltre, possono essere associati ad gravi rischi, che comprendono l’ictus, il diabete, e i sintomi simili a quelli riscontrati nella malattia di Parkinson.

Uno studio, coordinato da Ricercatori dell’University of Toronto, in Canada, ha esaminato i rischi associati all’ospedalizzazione per iperglicemia in 13.817 diabetici anziani nel periodo 2002-2006.
Nella popolazione studiata, l’11% dei pazienti ha richiesto ricovero ospedaliero per iperglicemia, chetoacidosi diabetica, o coma iperosmolare.

E’ stato osservato che i pazienti in trattamento con antipsicotici presentavano una probabilità 1,5 maggiore di essere ricoverati per iperglicemia, rispetto ai pazienti che avevano interrotto l’assunzione dei farmaci antipsicotici 180 giorni prima; il più grande rischio è stato riscontrato tra i più recenti utilizzatori di farmaci antipsicotici.

Gli antipsicotici si suddividono in tipici, come Haldol e Serenase ( Aloperidolo ) e atipici, detti anche di seconda generazione, che comprendono tra l’altro Risperdal ( Risperidone ), Seroquel ( Quetiapina ), e Zyprexa ( Olanzapina ).

Ad aprile 2009, uno studio, pubblicato su The New England Journal of Medicine ( NEJM ), ha trovato che alcuni atipici raddoppiano il rischio di insufficienza cardiaca e morte, mettendo in discussione l’affermazione che gli antipsicotici atipici siano più sicuri degli antipsicotici di prima generazione.
Gli atipici trovano impiego nel trattamento della schizofrenia e del disturbo bipolare, ma sono anche ampiamente utilizzati al di fuori delle indicazioni autorizzate ( demenza senile e iperattività in età pediatrica ).

Fonte: Archives of Internal Medicine, 2009

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