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Il caso Jesica scuote gli Stati Uniti


21 Febbraio 2003

Jesica Santillan ha appena 17 anni.
E’ una ragazza messicana che soffre di una grave cardiomiopatia.
Non esistono cure farmacologiche. Solo il trapianto può fermare la progressione della sua malattia.

Dalla piccola città nelle vicinanze di Guadalajara , la famiglia Santillan si era trasferita negli Stati Uniti.
Per 3 anni Jesica è rimasta in lista d’attesa .

Poi la speranza è divenuta realtà.

Il 7 di febbraio di quest’anno viene operata nel prestigioso Duke University Hospital a Durham nella Carolina del Nord.

Ma un errore fatale compromette il trapianto cuore-polmone.

Subito dopo l’operazione compaiono segni di rigetto e si scopre che , per errore , alla ragazza sono stati trapiantati organi provenienti da un donatore con un gruppo sanguigno diverso.

Le condizioni di Jesica peggiorano. La giovane paziente viene assistita artificialmente. I medici disperano di salvarla. Solo 48 ore di vita.

La vicenda di Jesica colpisce la gente.

E’ un caso disperato , ma si tenta l’impossibile.

L’ospedale si dice disposto a rioperarla.
L’ United Network for Organ Sharing trova in tempo record organi compatibili.
Jesica ritorna in sala operatoria . Il cuore ed i polmoni vengono rimossi e sostituiti con i nuovi.
Nel letto dell’Unità di Cura Intensiva , Jesica intubata sta lottando contro l’impossibile. Vengono evidenziati danni renali ed un CT scan rivela un’emorragia cerebrale.


Ora non resta che aspettare.

Carlo Franzini ( Xagena2003 )

Il sito di Jesica


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