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L’Agenzia statunitense FDA aveva ravvisato irregolarità nell’impianto produttivo delle protesi mammarie PIP già nel 2000


Già nel 2000, l’Autorità sanitaria degli Stati Uniti FDA ( Food and Drug Administration ) aveva sollevato dubbi sulle protesi mammarie PIP ( Poly Implant Prothese ), al centro ora di uno scandalo che sta colpendo centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo. Cioè quasi 10 anni prima che le agenzie regolatorie europee mettessero sotto inchiesta il produttore francese.

Nel maggio 2000, l’FDA aveva inviato un investigatore per ispezionare l’impianto del produttore delle protesi mammarie PIP, a La Seyne Sur Mer nel sud-est della Francia.
Poco dopo, l’FDA aveva inviato al fondatore dell'azienda, Jean-Claude Mas, una lettera di avvertimento dicendo che erano state riscontrate 11 deviazioni dalle pratiche di buona fabbricazione.

I problemi riguardavano le protesi saline PIP, una linea diversa da quella delle protesi al Silicone che l’Autorità francese ha messo fuori mercato nel 2010 per l'utilizzo di Silicone industriale anziché di quello per usi medici.
La decisione dell’Afssaps ( l'agenzia francese per la sicurezza dei farmaci e dei dispositivi medicali ) portò al fallimento la Poly Implant Prothese.

L'impianto della PIP, ispezionato dall’FDA e ritenuto non a norma, è stato, successivamente, utilizzato per fabbricare le protesi mammarie al Silicone.
Le protesi mammarie PIP al Silicone non sono mai state vendute negli Stati Uniti.

In Francia, il Governo ha ora invitato le donne, a cui è stata impiantata una protesi al Silicone PIP, a sottoporsi a intervento di rimozione; le protesi appaiono avere un tasso di rottura insolitamente alto.
Altri Paesi, tra cui Gran Bretagna e Italia hanno invitato le donne a eseguire controlli ecografici e a consultare il proprio chirurgo plastico.

Fonte: Reuters, 2011

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