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Trapianto tracheo-bronchiale con nanocomposti bioartificiali


I tumori tracheali sono resecabili chirurgicamente ma molti sono inoperabili per le dimensioni al momento della diagnosi.

Paolo Macchiarini e suoi collaboratori presso l’Ospedale Universitario Karolinska a Stoccolma ( Svezia ), hanno compiuto un trapianto tracheo-bronchiale con l’impiego di nanocomposti bioartificiali seminati con cellule staminali.

Un paziente di 36 anni, affetto da tumore primitivo recidivante della trachea distale e del bronco principale, è stato trattato sottoposto a resezione completa del tumore.
Le vie aeree sono state ripristinate grazie all’impiego di un’impalcatura di nanocomposto bioartificiale preventivamente costruita con cellule staminali prelevate dal midollo osseo del paziente stesso e fatte crescere attraverso un bioreattore per 36 ore.

Nel postoperatorio, sono stati somministrati per 14 giorni fattori di crescita stimolanti le colonie di granulociti ( GC-SF ) [ Filgrastim 10 microg/kg; Neupogen ] e con Epoetina beta 40 000 UI ( NeoRecormon ).

Successivamente è stata osservata la presenza di una matrice extra-cellulare di rivestimento e lo sviluppo di una sottopopolazione di cellule proliferanti CD105+, a livello della zona di proliferazione, dopo il processo di risemina e l’attivazione dei bioreattori.

Non sono state riscontrate grosse complicanze e il paziente è rimasto asintomatico e libero da tumore per 5 mesi dopo il trapianto.

Fonte: The Lancet, 2011

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