Fibrillazione atriale: ridotta ospedalizzazione con il controllo della frequenza


Lo studio Polish How to Treat Chronic Atrial Fibrillation ( HOT CAFE ) ha valutato gli esiti nel lungo periodo delle strategie del controllo del ritmo rispetto al controllo della frequenza ventricolare nei pazienti con fibrillazione atriale persistente.

Hanno preso parte allo studio multicentrico 205 pazienti di cui 71 donne, di età media 60.8 anni con una durata media della fibrillazione atriale di 273.7 giorni.

Il periodo medio di follow-up ( osservazione ) è stato di 1.7 anni.

Un totale di 101 pazienti è stato assegnato in modo random al gruppo controllo della frequenza ed ai farmaci per il rallentamento della frequenza ventricolare.
Altri 104 pazienti sono stati, invece, assegnati al mantenimento del ritmo sinusale dopo cardioversione farmacologica.
La profilassi tromboembolica è stata eseguita in base alle linee guida.

Al termine del follow-up, il 63.5% dei pazienti del braccio controllo del ritmo era rimasto a ritmo sinusale.

Nessuna differenza significativa nell'end-point composito ( es., mortalità per tutte le cause, numero di eventi tromboembolici, sanguinamento maggiore ) è stata osservata tra i pazienti del gruppo controllo della frequenza e quelli del gruppo controllo del ritmo.

L'incidenza di ricovero ospedaliero è risultata molto più bassa tra i pazienti del gruppo controllo della frequenza ( 12% versus 74%; p < 0.001 ).

La classe funzionale NYHA ( New York Heart Association ) è risultata migliorata in entrambi i gruppi, mentre la tolleranza media all'esercizio è migliorata solo nel gruppo controllo del ritmo ( 5.2 versus 7.6 equivalenti metabolici; P < 0.001 ).

Il controllo del ritmo ha portato ad un aumento medio dell'accorciamento frazionale ventricolare sinistro ( 29% versus 31%; p < 0.01 ).

E' stato osservato un episodio di embolia polmonare nel gruppo controllo della frequenza, nonostante la terapia di anticoagulazione orale, mentre 3 pazienti nel braccio controllo del ritmo sono stati colpiti da ictus ischemico. ( Xagena_2004 )

Opolsky G et al, Chest 2004; 126 : 476-486



MedicinaNews.it