Ridotta efficacia degli antiaritmici di classe I nel controllare la fibrillazione atriale


L'obiettivo dello studio è stato quello di determinare l'incidenza e gli intervalli di tempo tra una recidiva ed un'altra nei pazienti con una storia di fibrillazione atriale.

In 110 pazienti è stato impiantato un pacemaker con funzioni per il rilevamento della fibrillazione atriale e per la registrazione dell'elettrogramma.

La terapia antiaritmica con farmaci della classe I è stata ottimizzata.

Nel corso del periodo di follow-up ( 19 +/- 11 mesi), la fibrillazione atriale è stata documentata nel 46% ( n = 51 ) dei pazienti mediante ECG e nell'88% ( n = 97 ) mediante registrazione con il device impiantato ( p < 0,0001 ).

L'analisi delle registrazioni del pacemaker ha inoltre rilevato recidive di fibrillazione della durata superiore a 48 ore in 50 pazienti.
Di questi, il 38% ( n = 19 ) risultava completamente asintomatico.

Nel 16 % ( 11/67 ) dei pazienti privi di episodi di fibrillazione atriale per più di 3 mesi, la fibrillazione atriale di durata superiore a 48 ore si è presentata successivamente.

Questo studio prospettico ha dimostrato un'alta incidenza di fibrillazione atriale recidivante nonostante che i pazienti fossero in terapia antiaritmica.
In una significativa percentuale di pazienti le recidive di fibrillazione atriale sono rimaste totalmente sintomatiche.
L'assenza di fibrillazione atriale per più di tre mesi non ha precluso la comparsa in un tempo successivo di fibrillazione atriale di lunga durata. ( Xagena_2004 )


Israel Cw et al, J Am Coll Cardiol 2004; 43:47 - 52



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