Ricanalizzazione dell’occlusione coronarica cronica totale: efficacia e sicurezza degli stent coronarici medicati


È stato condotto uno studio per confrontare l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di stent coronarici medicati e stent di metallo nudo nella ricanalizzazione dell’occlusione coronarica cronica totale.

L’efficacia e la sicurezza a lungo termine dell’uso di stent coronarici medicati nella ricanalizzazione della occlusione coronarica cronica totale non sono chiare ed è complesso portare a termine studi clinici randomizzati in questo campo.

E’ stata compiuta una revisione della letteratura, e sono stati analizzati gli studi che fornivano informazioni sul confronto tra uso di stent coronarici medicati e stent di metallo nudi in pazienti con occlusione coronarica cronica totale; in particolare sono stati presi in considerazione gli esiti clinici di morte, infarto del miocardio, rivascolarizzazione del vaso target, eventi avversi cardiaci maggiori e trombosi da stent, oltre agli esiti angiografici di ristenosi e riocclusione dopo lo stent.

Sono stati analizzati 14 studi per un totale di 4.394.

Quando confrontati con gli stent di metallo nudi, gli stent coronarici medicati hanno ridotto significativamente il rischio di eventi avversi cardiaci maggiori ( rischio relativo [ RR ]: 0.45, p inferiore a 0.001 ) e rivascolarizzazione del vaso target ( RR=0.40, p inferiore a 0.001 ) senza aumentare la mortalità ( RR=0.87, p=0.88 ) o infarto miocardico ( RR=0.89, p=0.80 ).

Questi benefici sono perdurati anche a un follow-up maggiore o uguale a 3 anni.

Inoltre, nel gruppo stent coronarico medicato sono stati osservati rischi relativi più bassi per ristenosi ( RR=0.25, p inferiore a 0.001 ) e riocclusione dopo lo stent ( RR=0.30, p inferiore a 0.001 ) e una forte tendnza verso tassi più elevati di trombosi dello stent ( RR=2.79, p=0.06 ).

In conclusione, l’uso di stent coronarici medicati nella ricanalizzazione dell’occlusione coronarica cronica totale è associato a un numero significativamente inferiore di eventi avversi cardiaci maggiori, rivascolarizzazione del vaso target, ristenosi e riocclusione dopo impianto dello stent rispetto all’uso di stent di metallo nudi, e di conseguenza, nonostante sia stata osservata una tendenza verso un maggior rischio di trombosi dello stent, l’utilizzo di stent coronarici a rilascio di farmaci in questo contesto è sicuro e porta a un beneficio generale mantenuto anche nel lungo periodo. ( Xagena_2010 )

Colmenarez HJ et al, J Am Coll Cardiol 2010; 55: 1854-1866



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