L'FDA ha approvato una nuova indicazione per Jardiance: riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare negli adulti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata


L'Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ) ha approvato una nuova indicazione per Jardiance ( Empagliflozin ): riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare negli adulti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata.

Empagliflozin è il primo farmaco per il diabete mellito di tipo 2 ad essere approvato con questa ulteriore indicazione e l’unica terapia orale per il diabete di tipo 2 ad aver dimostrato, in uno studio clinico, di offrire un beneficio cardiovascolare.

L’approvazione è fondata sulle evidenze ottenute nello studio EMPA-REG OUTCOME, che ha valutato gli effetti di Empagliflozin, rispetto a placebo, in aggiunta a terapia standard per il diabete di tipo 2 e farmaci per la malattia cardiovascolare negli adulti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata.

Le persone affette da diabete mellito sono da due a quattro volte più a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a chi non ha questa patologia.
La nuova indicazione di Empagliflozin consente, per la prima volta, ai medici di offrire agli adulti con diabete mellito di tipo 2 un farmaco che riduce il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari.

Nonostante i significativi progressi medici compiuti, circa due pazienti diabetici su tre muoiono ancora per malattia cardiovascolare negli Stati Uniti.

Empagliflozin è un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 ( SGLT2 ) orale, altamente selettivo, in monosomministrazione giornaliera.
Empagliflozin riduce la glicemia in soggetti con diabete mellito di tipo 2, inibendo il riassorbimento renale del glucosio, con conseguente eliminazione del glucosio nelle urine.
L’inibizione del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 è mirata in maniera diretta al glucosio e agisce indipendentemente dalla funzionalità delle cellule beta pancreatiche e dalle vie dell’insulina.
Empagliflozin non va assunto da pazienti con diabete di tipo 1, né da chi ha chetoacidosi diabetica ( aumento dei chetoni nel sangue o nelle urine ).

Studio EMPA-REG OUTCOME

EMPA-REG OUTCOME è uno studio di lungo termine, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, condotto su oltre 7.000 pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare confermata.

Lo studio ha valutato l’effetto di Empagliflozin ( 10mg o 25mg una volta/die ) in aggiunta alla terapia standard, rispetto a placebo in aggiunta a terapia standard.
La terapia standard comprende farmaci ipoglicemizzanti e di protezione cardiovascolare ( inclusi antipertensivi e ipolipemizzanti ).
L’endpoint primario è stato predefinito come tempo intercorso sino al verificarsi del primo fra i seguenti eventi: mortalità cardiovascolare, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale.

In 3.1 anni ( tempo mediano ), Empagliflozin ha ridotto in maniera significativa il rischio di morte cardiovascolare, infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale del 14%, rispetto a placebo.
La riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare è stata del 38%, senza differenza significativa nel rischio di infarto non-fatale o ictus non-fatale.

Nello studio, Empagliflozin ha ridotto in maniera significativa il rischio per l’endpoint primario combinato di morte cardiovascolare, infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale, del 14% rispetto a placebo ( hazard ratio, HR=0.86 IC al 95%: 0.74-0.99 ); con una riduzione del rischio assoluto dell’1.6% con Empagliflozin rispetto a placebo.
Questo risultato è stato guidato da una significativa riduzione del 38% del rischio di mortalità cardiovascolare ( HR=0.62 IC al 95%: 0.49-0.77 ); con riduzione del rischio assoluto del 2.2% nei pazienti in terapia con Empagliflozin rispetto a placebo.
Non c’è stata alcuna variazione del rischio di infarto miocardico non-fatale ( HR=0.87 IC al 95%: 0.70-1.09 ) o ictus non-fatale ( HR=1.24 IC al 95%: 0.92-1.67 ).
I benefici cardiovascolari di Empagliflozin sono stati omogenei nei sottogruppi di pazienti.
Il profilo di sicurezza complessivo di Empagliflozin nello studio EMPA-REG OUTCOME è stato omogeneo rispetto a quello riscontrato in studi precedenti.
L’incidenza complessiva di eventi avversi è stata simile a placebo.

Diabete mellito e Malattia cardiovascolare

Gli elevati livelli di glicemia, l’ipertensione e l’obesità associate al diabete mellito aumentano il rischio di sviluppare malattia cardiovascolare, che è una complicanza importante e la principale causa di mortalità associata al diabete.
I diabetici hanno un rischio 2-4 volte superiore di sviluppare malattia cardiovascolare rispetto ai non-diabetici.
Circa il 50% della mortalità nei soggetti con diabete mellito di tipo 2 nel mondo è dovuta a malattia cardiovascolare.
Il diabete può ridurre l’aspettativa di vita di 6 anni rispetto all’assenza di diabete sulla base di una storia di diabete a 60 anni. Avere questa malattia associata a una storia di infarto miocardico o ictus può ridurre l’attesa di vita di addirittura 12 anni rispetto a chi non soffre di queste patologie sulla base di una storia di diabete e infarto o ictus a 60 anni. ( Xagena_2016 )

Fonte: Boehringer Ingelheim, 2016

Xagena_Medicina_2016