Gli Ace inibitori proteggono il cuore dai danni della chemioterapia


Gli Ace inibitori, farmaci che riducono la pressione sanguigna e che migliorano la funzione cardiaca nei pazienti con insufficienza cardiaca, possono prevenire la cardiotossicità causata da chemioterapia.

La cardiotossicità è stata definita come una riduzione della frazione d’eiezione ventricolare sinistra ( FEVS ) superiore del 10%, associata a un declino al di sotto del normale limite del 50%.

I Ricercatori non hanno trovato alcune evidenza di eventi cardiaci avversi, tra cui disfunzione cardiaca, tra i 56 pazienti affetti da tumore che hanno assunto 20mg/die di Enalapril ( Enapren ) dopo un aumento dei livelli plasmatici di troponina I.
Il 43% dei pazienti positivi per la troponina che non hanno assunto l’Ace inibitore hanno presentato evidenza di disfunzione cardiaca indotta da chemioterapia.

I Ricercatori hanno valutato 473 pazienti che erano sottoposti a chemioterapia ad alto dosaggio per carcinoma mammario avanzato o resistente, leucemia mieloide acuta, malattia di Hodgkin, linfoma non-Hodgkin, mieloma e sarcoma di Ewing.
Nessun paziente presentava malattia cardiaca quando la chemioterapia è stata iniziata.

I pazienti sono stati sottoposti a vari trattamenti chemioterapici a base di Carboplatino, Docetaxel, Metotrexato, Epirubicina, Etoposide e Citarabina.

Sono stati misurati i livelli di troponina I prima della chemioterapia, immediatamente dopo l’infusione dei chemioterapici e a 12, 24, 36 e 72 ore dopo ciascun ciclo di chemioterapia.
Un totale di 114 pazienti ha presentato un aumento precoce di troponina I, sottointendendo un danno alle cellule miocardiche.

Quasi la metà dei 114 pazienti è statat assegnata in modo casuale ad Enalapril ( con inizio 1 mese dopo la chemioterapia e per 1 anno ) oppure ad osservazione.

Il 43% dei pazienti del gruppo controllo e nessun paziente nel gruppo Enalapril ha presentato una riduzione del 10% della frazione d’eiezione dopo chemioterapia.

Secondo Daniela Cardinale dell’IEO di Milano e autore principale dello studio, la troponina I permette di identificare in modo accurato i pazienti ad alto rischio di sviluppare cardiotossicità.
Inoltre, la terapia profilattica con Ace inibitore permette di ridurre il rischio di tossicità cardiaca da chemioterapia. ( Xagena_2006 )

Fonte: Circulation, 2006




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