Supplementazione con Acido Eicosapentaenoico nei pazienti con epatite C cronica durante terapia con PegInterferone e Ribavirina


L’Acido Eicosapentaenoico ( EPA ) ( 1.8 g/die ) è stato somministrato a 12 pazienti con epatite C cronica, trattati con Interferone pegilato ( PEG-IFN ) alfa-2b ( PegIntron ) e Ribavirina ( Rebetol ) per 48 settimane ( gruppo EPA ); ad altri 12 pazienti non è stato somministrato l’Acido Eicosapentaenoico ( gruppo controllo ).

Tutti i pazienti hanno anche ricevuto Vitamina E ( 300 mg/die ) e Vitamina C ( 600 mg/die ) nel corso della terapia.

I livelli plasmatici dell’alanina transaminasi ( ALT ) sono migliorati fino a raggiungere la normalità in 8 di 12 pazienti nel gruppo ERA e in 6 su 12 nel gruppo controllo dopo 12 settimane.

La conta dei linfociti si è ridotta in modo significativo dopo 8 settimane nel gruppo controllo, ma non nel gruppo EPA.

I linfociti T-helper 1 ( Th1 ) si sono ridotti dopo 4 settimane nel gruppo controllo, ma non nel gruppo EPA ( p<0.05 ).
Dopo 8 settimane, il rapporto Th1/Th2 è risultato elevato in 9 su 12 pazienti nel gruppo EPA, e in 3 su 12 nel gruppo controllo ( p<0.05 ).

Dopo 12 settimane, il rapporto molare Acido Arachidonico / EPA del fosfolipide della membrana eritrocitaria si è correlato negativamente con la conta leucocitaria ( n=24; r=-0.439; p<0.05 ) e la conta dei neutrofili ( n=24; r=-0.671; p<0.02 ).

Il livello di emoglobina è migliorato dopo 48 settimane, rispetto a 24 settimane, nel solo gruppo EPA.

Questi risultati stanno ad indicare che la supplementazione con EPA può essere utile nella terapia con epatite cronica C. ( Xagena_2008 )

Kawashima A et al, Lipids 2008; 43: 325-333



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XagenaFarmaci_2008