Immunoglobuline anti-epatite B per la profilassi dell’epatite B dopo trapianto di fegato


L’uso di immunoglobuline anti-epatite B ( HBIg ) in associazione con analoghi nucleosidici / nucleotidici ha migliorato gli esiti del trapianto di fegato dopo epatite B, riducendo il tasso di recidiva a 1 anno al di sotto del 10%.

Uno studio ha valutato l’efficacia e la farmacocinetica della profilassi con analoghi nucleosidici / nucleotidici e HBIg per via endovenosa ( iv- ) o intramuscolare ( im- ) in 33 pazienti sottoposti a trapianto di fegato dopo epatite B, trapiantati da più di 1 anno.

Durante i primi sei mesi dello studio, 18 pazienti sono stati trattati con somministrazione di 5000 U.I. di iv-HBIg ogni quattro settimane, e 15 pazienti con somministrazione di 2160 U.I./12 ml di im-HBIg ogni due settimane.
Nei sei mesi successivi, 31 pazienti sono stati trattati con im-HBIg a due diverse concentrazioni: 2160 U.I./12 ml ( 16 pazienti ) o 2000 U.I./6 ml ( 15 pazienti ) ogni due settimane.

Tutti i pazienti sono rimasti HBsAg-negativi e 30 pazienti su 31 hanno mantenuto il titolo anticorpale anti-HBs maggiore di 100 U.I./l. Il titolo anticorpale anti-HBs medio complessivo durante il trattamento era di 363 U.I./ml.

L’emivita media dell’HBIg è stata di 21.4, 27.3 e 26 giorni con preparati endovenosi, e con preparati intramuscolari diluiti o concentrati, rispettivamente.

Questi risultati hanno confermato un’efficacia e una tolleranza analoghe delle HBIg somministrate per via endovenosa o intramuscolare, in associazione con antivirali, nella profilassi dell’epatite B dopo trapianto di fegato.
Titoli anticorpali anti-HBs tre volte superiori al valore auspicato e l’emivita media di quattro settimane potrebbero suggerire la riduzione delle dosi e l’allungamento dell’intervallo di somministrazione dell’im-HBIg. ( Xagena_2010 )

Marzano A et al, Minerva Medica 2010; 101: 373-383



Link: MedicinaNews.it

Gastro2010 Inf2010 Farma2010

XagenaFarmaci_2010