Rischio di epatotossicità indotta da farmaco con Metamizolo
Il Metamizolo, anche noto come Dipirone, è un farmaco analgesico non-steroideo. Il nome commerciale più noto è Novalgina.
Il Metamizolo viene impiegato come antipiretico e antidolorifico contro cefalee, febbre, dolori dentari, dolori mestruali e altri.
Sono stati riportati casi di danno epatico farmaco indotto con l’uso del Metamizolo.
Il Metamizolo non deve essere ri-somministrato nei pazienti con episodi di danno epatico durante trattamento con Metamizolo, per cui non sia stato possibile determinare altra causa di danno epatico.
Il Metamizolo è un derivato del pirazolonico non oppioide con potenti proprietà analgesiche, antipiretiche e deboli proprietà antinfiammatorie, indicato dai 3 mesi di età in pazienti che pesano almeno 5 kg per il trattamento di stati dolorosi o febbrili gravi o resistenti.
Il Metamizolo è registrato in Italia per uso orale e parenterale ed è disponibile nelle formulazioni in gocce orali e soluzione per iniezione.
Nel corso di una revisione, il Comitato di Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza di EMA ( PRAC Pharmacovigilance Risk Assessment Committee ) ha valutato le informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili, inclusi i report di reazioni avverse a farmaco e gli studi pubblicati su riviste scientifiche.
E’ stato osservato in prevalenza un pattern di danno epatocellulare con esordio compreso tra pochi giorni e mesi dall’inizio del trattamento. Segni e sintomi includevano elevati livelli serici degli enzimi epatici con o senza ittero, frequentemente nel contesto di reazioni di ipersensibilità ad altri farmaci ( ad esempio rash cutaneo, discrasia ematica, febbre ed eosinofilia ), o accompagnati da evidenze di epatite autoimmune. In alcuni pazienti, il danno epatico è ricomparso dopo la ri-somministrazione.
Il meccanismo del danno epatico indotto da Metamizolo non è ben chiarito, ma i dati disponibili indicano un meccanismo di tipo immuno-allergico.
In generale, il danno epatico farmaco-indotto può progredire verso esiti potenzialmente gravi, come l’insufficienza epatica acuta, che necessita trapianto di fegato.
Sulla base dell’esperienza cumulativa sul Metamizolo, in commercio da molti anni, e della relativa esposizione di pazienti al farmaco, si ritiene che l’insorgenza di danno epatico dovuta a Metamizolo sia molto rara, ma non è possibile calcolare l’esatta frequenza. Il riconoscimento precoce del potenziale danno epatico da uso di Metamizolo è essenziale. I pazienti devono essere resi consapevoli a porre attenzione ai sintomi di potenziale danno epatico ed incoraggiati ad interrompere l’uso del Metamizolo e a contattare il medico in caso di comparsa di tali sintomi. ( Xagena_2020 )
Fonte: AIFA, 2020
XagenaMedicina_2020