Epilessia e disturbo bipolare: sviluppo cognitivo alterato nei bambini nati da madri trattate con Valproato


L’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, ha lanciato un Alert riguardo al rischio di compromissione dello sviluppo cognitivo per i bambini nati da madri che avevano assunto prodotti a base di Valproato durante la gravidanza.

Inoltre il Valproato utilizzato durante la gravidanza è associato a un aumento del rischio di malformazioni maggiori, tra cui difetti del tubo neurale.

Il Valproato non deve essere interrotto, anche in donne in gravidanza, senza prima aver parlato con un operatore sanitario. L’interruzione improvvisa dell’assunzione di Valproato può causare gravi problemi.
Tuttavia, non trattare l'epilessia o il disturbo bipolare ( malattia maniaco-depressiva ) durante la gravidanza può essere dannoso per le donne e i bambini in sviluppo.

Le donne che assumono Valproato durante la gravidanza, devono essere a conoscenza dell’esistenza di un maggior rischio di difetti alla nascita per il neonato e/o di un punteggio più basso nei test cognitivi ( test che misurano la capacità mentale, come i test per il quoziente intellettivo ) effettuati durante l'infanzia.

Le donne in età fertile che decidono di assumere Valproato dovrebbero usare metodi di contraccezione durante il trattamento con Valproato.

Prima di iniziare la terapia con Valproato, il medico deve accertarsi che la paziente non sia incinta o stia pianificando una gravidanza.

In caso di gravidanza durante il trattamento con Valproato è necessario informare immediatamente il proprio medico curante e decidere se continuare ad assumere Valproato durante la gravidanza.

Il Valproato passa nel latte materno, ma i suoi effetti sui bambini in sviluppo rimangono sconosciuti.

Il medico che prescrive Valproato a donne in età fertile deve pesare i benefici e i rischi, e dovrebbero essere presi in considerazione farmaci alternativi che hanno un minor rischio di esiti avversi alla nascita.

In Italia, il Valproato è venduto con il marchio Depakin. ( Xagena_2011 )

Fonte: FDA, 2011



Link: MedicinaNews.it

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