Emorragie digestive basse: ruolo della colonscopia
La colonscopia è la procedura di scelta nella maggior parte dei casi di emorragia digestiva bassa in quanto è potenzialmente sia diagnostica che terapeutica. Dai dati di letteratura la colonscopia consente una diagnosi nel 75-100% dei casi, mentre una terapia endoscopica è effettuata nel 10-40% dei casi con una percentuale di emostasi immediata del 50% fino a 100% dei casi.
Negli ultimi 20 anni numerosi studi hanno evidenziato che la colonscopia in urgenza, ossia eseguita entro 12-24 ore dall’ingresso, preceduta da adeguata preparazione intestinale, è sicura, può facilitare l’identificazione, il trattamento delle lesioni sanguinanti e identificare precocemente i pazienti a basso rischio consentendo la riduzione dei giorni di degenza e i costi. Tuttavia studi che confrontano tale approccio con la colonscopia in elezione o con altre procedure sono ancora limitati, pertanto rimangono aperte alcune controversie in particolare relative al timing della colonscopia, alla corretta preparazione intestinale e alla capacità di migliorare l’esito clinico.
Laine e Shah ( Am J Gastroenterol 2010 ) hanno pubblicato uno studio randomizzato su 72 pazienti con grave emorragia digestiva inferiore sottoposti a colonscopia urgente ( entro 12 ore ) versus colonscopia in elezione ( entro 36-60 ore ). Prima della randomizzazione tutti i casi ( 85 pazienti iniziali ) erano sottoposti a esofagogastroduodenoscopia ( EGDS ), al fine di escludere un sanguinamento superiore, e tutte le colonscopie erano eseguite previa preparazione con 4 L di soluzione di Polietilenglicole ( PEG ). Dallo studio è emerso che la colonscopia urgente non migliora l’esito nei pazienti ricoverati per emorragia digestiva inferiore grave in quanto non vi sono differenze significative tra i due gruppi per l’endpoint primario, tasso di risanguinamento durante il ricovero ( 22% vs 14% ), né per gli endpoint secondari comprendenti unità di sangue trasfuse ( 1.5 vs. 0.7 ), giorni di ricovero ( 5.2 vs. 4.8 ), necessità di successivi interventi diagnostici o terapeutici ( 36% vs. 33% ),
Da questo studio sono emersi alcuni dati interessanti:
- il 15% dei pazienti con sospetta emorragia bassa ha una fonte alta di sanguinamento;
- solo il 18% dei casi presenta un risanguinamento durante il ricovero, quindi la maggior parte delle emorragie basse s’interrompe spontaneamente senza trarre beneficio dalla colonscopia d’urgenza;
- la resa diagnostica della colonscopia d’urgenza sembra essere comunque maggiore rispetto alla colonscopia in elezione ( 78% vs 67% ).
Tuttavia lo studio presenta il grosso limite di essere stato interrotto prima di raggiungere il campione previsto che avrebbe dato potere all’analisi statistica. Inoltre i pazienti sottoposti a colonscopia d’urgenza sembravano presentare un’emorragia più severa con minori livelli di emoglobina e necessità di maggior unità di trasfusioni.
La preparazione intestinale adeguata costituisce un elemento importante per la colonscopia nell’emorragia digestiva bassa, infatti, studi più datati, condotti con la colonscopia senza preparazione, hanno riportato un tasso di colonscopie complete molto basso ( 55%-70% ), con un maggior rischio di complicanze e minor possibilità di identificare e trattare la fonte di sanguinamento.
Le più recenti pubblicazioni sulla colonscopia d’urgenza nell’emorragia digestiva bassa utilizzano la preparazione con grossi volumi ( fino anche a 5-6 L ) di soluzione di PEG somministrato, eventualmente anche via sondino naso-gastrico, in 3-4 ore senza significative complicanze.
Tuttavia mancano studi controllati e di qualità sull’argomento e c’è chi manifesta dubbi sulla tollerabilità, efficacia e sicurezza della preparazione urgente. Inoltre la preparazione intestinale comporta un ritardo di 4-6 ore dall’ingresso all’esecuzione della colonscopia d’urgenza con conseguente difficoltà nella gestione della forma grave di emorragia con instabilità emodinamica.
Il tasso di complicanze della colonscopia d’urgenza previa preparazione è comunque basso nei lavori più recenti ( 0,3%-0,6% ). ( Xagena_2012 )
Calella F, Dabizzi E, Giorn Ital End Dig 2012;35:141-146
XagenaMedicina_2012