Cancro alla mammella in fase precoce ad alto rischio: l'efficacia di Abemaciclib non viene modificata dalla riduzione della dose
Dall'analisi dello studio di fase 3 monarchE è emerso che l'efficacia della terapia adiuvante con Abemaciclib ( Verzenios ) nel carcinoma alla mammella in fase precoce ad alto rischio, HR-positivo e HER2-negativo, si mantiene anche in presenza di riduzioni del dosaggio di Abemaciclib.
Il cambiamento della dose, finalizzato a ridurre la tossicità del trattamento, non ha compromesso i benefici della terapia e ha favorito una maggiore aderenza da parte delle pazienti.
Nella popolazione intent-to-treat (ITT) dello studio monarchE, le pazienti che hanno ricevuto riduzioni di dose di Abemaciclib da 150 mg a 100 mg o 50 mg hanno registrato tassi di sopravvivenza libera da malattia invasiva (IDFS) e sopravvivenza libera da recidiva a distanza (DRFS) paragonabili a quelli osservati con la dose piena. I valori di hazard ratio (HR) erano rispettivamente pati a 0,905 (IC 95%: 0,727-1,125) per la sopravvivenza IDFS e 0,942 (IC 95%: 0,742-1,195) per la sopravvivenza DRFS.
Per le pazienti del primo gruppo dello studio ( Coorte 1 ), che comprendeva quelle con 4 o più linfonodi ascellari positivi o con 1-3 linfonodi positivi associati a una malattia di grado 3 e/o una dimensione tumorale di almeno 5 cm, l'efficacia del trattamento è rimasta invariata tra dose piena e dose ridotta. Gli hazard ratio erano 0,899 (IC 95%: 0,718-1,125) per la sopravvivenza IDFS e 0,958 (IC 95%: 0,750-1,223) per la sopravvivenza DRFS.
Un'ulteriore analisi ha mostrato che i tassi di sopravvivenza IDFS a 4 anni erano del 87,1% per le pazienti trattate con una intensità relativa di dose (RDI) compresa tra 0% e 66%, dell'86,4% per un RDI tra 66% e 93% e dell'83,7% per un RDI pari o superiore al 93%. Questi dati confermano che la riduzione della dose non ha influito negativamente sull'efficacia della terapia.
Lo studio di fase 3 monarchE ha coinvolto 5637 pazienti in oltre 600 Centri in 38 Paesi. Le pazienti sono state assegnate casualmente a due coorti: la prima, che includeva il 91% delle pazienti, costituiva la popolazione approvata dalla FDA ( Food and Drug Administration ); la seconda, invece, comprendeva il restante 9% e raccoglieva pazienti con 1-3 linfonodi ascellari positivi e un indice Ki-67 maggiore o uguale a 20%.
Dopo 5 anni di follow-up, i dati dell'analisi ad interim hanno evidenziato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia con la combinazione di Abemaciclib ed endocrinoterapia rispetto alla sola endocrinoterapia.
Il tasso di sopravvivenza IDFS a 5 anni nella popolazione ITT era dell'83,6% con Abemaciclib (IC 95%: 82%-85,1%) rispetto al 76% con la sola terapia endocrina (IC 95%: 74,1%-77,8%), con un hazard ratio di 0,680 (IC 95%: 0,599-0,772; p minore di 0,001).
La sopravvivenza libera da recidiva a distanza è risultata dell'86% nel gruppo Abemaciclib rispetto al 79,2% nel gruppo di controllo (HR 0,675; IC 95%: 0,588-0,774; p minore di 0,001).
L'analisi ha inoltre rilevato che il 43% delle pazienti ha richiesto una riduzione della dose a causa di eventi avversi, prevalentemente nei primi 6 mesi di trattamento. Tuttavia, la dose ridotta ha permesso una maggiore persistenza della terapia: il 95% delle pazienti ha proseguito il trattamento per almeno 3 mesi e il 90% per almeno 6 mesi.
Un'analisi più approfondita ha mostrato che le pazienti di età superiore ai 65 anni e quelle con quattro o più comorbilità avevano una maggiore probabilità di ricevere riduzioni della dose. Inoltre, chi ha subito una riduzione della dose ha mostrato una maggiore probabilità di completare il trattamento rispetto a chi ha interrotto precocemente senza alcuna modifica posologica.
In conclusione, i risultati dello studio monarchE hanno confermato che l'uso di Abemaciclib, anche con riduzioni della dose, rappresenta un'opzione efficace e ben tollerata per il trattamento adiuvante del carcinoma mammario precoce ad alto rischio. Questi dati supportano l'importanza della personalizzazione della terapia, garantendo un equilibrio tra efficacia e gestione degli effetti collaterali. ( Xagena_2025 )
Fonte: Miami Breast Cancer Conference 2025
XagenaMedicina_2025