Unità di terapia intensiva: esiti clinici di infezioni associate a cure mediche e resistenza antimicrobica


Pazienti ammessi nei reparti di Terapia intensiva sono ad alto rischio di infezioni associate alle cure mediche, e molte di queste sono causate da patogeni resistenti agli antimicrobici.

È stato condotto uno studio per valutare l’eccesso di mortalità e la lunghezza della permanenza nell’Unità di terapia intensiva per infezioni del sangue e per polmonite.

L’attenzione è stata focalizzata sui microorganismi che più comunemente causano questi problemi.

La resistenza è stata definita come resistenza a Ceftazidime ( Acinetobacter baumannii o Pseudomonas aeruginosa ), cefalosporine di terza generazione ( Escherichia coli ) e Oxacillina ( Staphylococcus aureus ).

Sono state definite 20 diverse esposizioni in base a sito di infezione, microorganismo e status di resistenza.

Sono stati ottenuti dati per 119.699 pazienti ammessi per più di 2 giorni in 537 Unità di terapia intensiva in 10 Paesi nel periodo 2005-2008.

L’eccesso di rischio di morte ( hazard ratio ) per polmonite nel modello completamente aggiustato è risultato incluso tra 1.7 per Staphylococcus aureus sensibile al farmaco e 3.5 per Pseudomonas aeruginosa resistente al farmaco.

Per infezioni nel circolo sanguigno, l’eccesso di rischio è risultato compreso tra 2.1 per Staphylococcus aureus sensibile al farmaco e 4.0 per Pseudomonas aeruginosa resistente al farmaco.

Il rischio di decesso associato a resistenza agli antimicrobici ( rischio di decesso aggiuntivo a quello dell’infezione ) è stato pari a 1.2 per polmonite e 1.2 per infezioni del sangue per una combinazione di tutti e quattro i microorganismi ed è risultata più elevata per Staphylococcus aureus ( polmonite 1.3, infezioni del sangue 1.6 ).

La resistenza antimicrobica non ha aumentato in modo significativo la lunghezza del ricovero; l’hazard ratio ( HR ) per dimissione, in vita o post-mortem, per microorganismi sensibili rispetto a microorganismi resistenti ( combinazione dei quattro ) è stato pari a 1.05 per la polmonite e a 1.02 per le infezioni del sangue.

Pseudomonas aeruginosa ha mostrato il più elevato burden di infezioni da cure mediche a causa della sua alta prevalenza e patogenicità sia dei ceppi sensibili, sia di quelli resistenti.

In conclusione, le infezioni del sangue e la polmonite correlate alle cure mediche aumentano fortemente la mortalità; la polmonite aumenta anche la lunghezza della permanenza nelle Unità di terapia intensiva; l’effetto aggiuntivo dei pattern più comuni di resistenza antimicrobica risulta basso nel confronto. ( Xagena_2011 )

Lambert ML et al, Lancet Infect Dis 2011; 11: 30-38

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