Nuove possibilità di cura per chi soffre di retinite pigmentosa.

A cura di Occhio.it

Una nuova tecnica chirurgica inventata dal medico cubano Orfilio Pelàez Molina, direttore del centro internazionale per la retinite pigmentosa dell'Avana, sarà presto sperimentata in Italia, a Bologna (ospedale Sant'Orsola), a Roma (clinica oculistica dell'università di Tor Vergata) e a Sassari (clinica oculistica dell'Università).
L'intervento non ha la pretesa di guarire la retinite, come ha annesso lo stesso Pelàez, ma sui 15.000 pazienti operati dal 1987, il 75% ha potuto riscontrare lo stop della progressione della malattia, il 16 ha avuto un miglioramento del campo visivo e solo il 9% non ha avuto cambiamenti della propria condizione. L'intervento compiuto dal medico cubano consiste nell'inserire nell'occhio un tessuto in grado di ritardare la degenerazione delle cellule della retina, la membrana fondamentale per la visione.
Questo tessuto è un peduncolo del tessuto adiposo dei muscoli dell'orbita, introdotto attraverso un'incisione della sclera (il "bianco dell'occhio"), lasciandolo attaccato al suo tessuto d'origine per poterlo alimentare. Il tessuto è in grado di produrre fattori di crescita che, grazie al contatto con i tessuti della retina, ne bloccano la degenerazione.
L'intervento è efficace quanto prima viene eseguito, purtroppo, come ha ricordato Palàez, la diagnosi della retinite pigmentosa avviene spesso ad uno stadio avanzato e i malati arrivano dal chirurgo troppo tardi.
(Corriere della Sera, 5/12/2000)