Osimetinib efficace nei pazienti con cancro al polmone non a piccole cellule con mutazione T790M del recettore EGFR


Nel corso del 17esimo Congresso mondiale sul tumore del polmone ( WCLC; World Conference on Lung Cancer ), sono stati presentati i dati dello studio AURA 3 su Osimertinib ( Tagrisso ).

Osimetinib ha dimostrato di essere superiore alla chemioterapia, riducendo del 70% il rischio di progressione del tumore al polmone non-a-piccole cellule avanzato o con metastasi, e mostrandosi molto attivo contro le metastasi cerebrali che possono manifestarsi in questi malati.

Al centro della ricerca, in particolare, i pazienti con mutazione T790M del recettore EGFR.

Lo studio di fase III, coordinato da Vassiliki Papadimitrakopoulou dell’Anderson Cancer Center di Houston, ha coinvolto 126 Centri nel mondo, di cui sei in Italia ( Istituto dei Tumori di Milano, San Luigi di Orbassano, IRST Meldola, Ospedale di Avellino, Molinette di Torino e Campus Biomedico ), ed è stato appena pubblicato su The New England Journal of Medicine.

Due terzi dei pazienti hanno ricevuto il farmaco, i rimanenti la chemioterapia.

I pazienti trattati con Osimertinib hanno sperimentato un tasso più elevato di sopravvivenza libera da progressione della malattia.
In media, una sopravvivenza libera da progressione di 10.1 mesi nel gruppo Osimetinib contro 4.4 della terapia standard.

Osimetinib è risultato ben tollerato.

I risultati dello studio dimostrano come sia possibile allungare la sopravvivenza dei pazienti con una specifica mutazione di EGFR, che rappresenta la più comune causa di resistenza ai farmaci inibitori della tirosin chinasi usati in prima linea. ( Xagena_2016 )

Fonte: AstraZeneca, 2016


Xagena_Medicina_2016