Diabete mellito di tipo 2: Avandia più pericoloso per gli anziani


Il farmaco antidiabetico Avandia ( Rosiglitazone ) è associato a più rischi rispetto ad Actos ( Pioglitazone ). Queste le conclusioni di uno studio condotto da Ricercatori del Sunnybrook Health Sciences Centre a Toronto, in Canada.
Sono state studiate le cartelle cliniche di circa 40.000 pazienti di 66 anni d’età o superiore, nell’arco di 6 anni.

E’ stato osservato che per ogni 93 pazienti che avevano assunto Avandia, piuttosto che Actos, c’era 1 evento cardiovascolare aggiuntivo o 1 morte all’anno.
Nessuna significativa differenza nel rischio di infarto miocardico è stata trovata per Avandia e Actos.

Secondo gli Autori, data la crescente evidenza di danni provocati dal trattamento con Rosiglitazone e la mancanza di un chiaro vantaggio clinico del farmaco rispetto al Pioglitazone, è ragionevole porsi la domanda se l’uso del Rosiglitazone sia giustificato.

Gli effetti cardiovascolari di Avandia sono diventati tema di discussione nel maggio 2007, quando un’analisi di 42 studi clinici, condotta da Ricercatori della Cleveland Clinic negli Stati Uniti, aveva mostrato che i pazienti che assumevano il farmaco presentavano un rischio più alto del 43% di andare incontro a un infarto miocardico.
Nel novembre 2007, l’FDA ( Food and Drug Administration ) impose un warning ( avvertenza ) riguardo all’associazione tra ischemia miocardica e Avandia.

A luglio 2009, Public Citizen, un’associazione a difesa dei consumatori statunitensi, ha presentato all’Autorità regolatoria FDA una ricerca, pubblicata su Pharmacoepidemiology and Drug Safety, in cui venivano discussi 11 casi fatali per insufficienza epatica associati ad Avandia.
Public Citizen ha chiesto il ritiro dal mercato negli Stati Uniti di Avandia.

Lo studio, RECORD, sponsorizzato dalla società farmaceutica GlaxoSmithKline ( GSK ) ha trovato che il Rosiglitazone aumenta in modo significativo il rischio di insufficienza cardiaca e fratture, ma non sono emerse indicazioni riguardo alla morte cardiaca, e non è stato in grado di dimostrare se le persone che assumono Avandia presentano una maggiore probabilità di sviluppare un infarto miocardico.

Fonte: British Medical Journal, 2009

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