L’industria farmaceutica votata ad una maggiore efficienza


18 Gennaio 2007 - Il dado è tratto. La decisione di Jeffrey B Kindler di rivoluzionare Pfizer andrà ad incidere nel tempo anche sulle altre società farmaceutiche, in primo luogo le americane.

L’industria farmaceutica finora aveva vissuto senza preoccuparsi di migliorare la propria efficienza operativa grazie agli utili che si mantenevano alti.
Ma l’assottigliarsi dei portafogli prodotti a causa della scadenza dei brevetti e le difficoltà a registrare nuovi farmaci sta obbligando le società farmaceutiche a rivedere la propria organizzazione e le proprie strategie, e a fare scelte di efficienza.

Le società farmaceutiche avevano creato veri e propri eserciti di informatori scientifici che erano diventati sempre più elementi di pressione sul medico.
Ora, questo esercito è diventato poco efficiente e costoso.
Il medico dedica sempre meno spazio all’informatore e la riduzione dei prodotti da gestire obbliga la rete esterna a frequente visibili, talvolta superflue.

Kindler ha compreso che Pfizer rischiava di collassare nel 2010, quando uno dei brevetti di Lipitor negli Stati Uniti sarebbe scaduto.
Ha preferito dare inizio ad una trasformazione radicale con qualche anno d’anticipo.

Per Pfizer, il nuovo CEO ha disegnato un nuovo ruolo: essere sempre più una società di biotecnologie.

XageneFinanza_2007